L’Orto Botanico è stato istituito nel lontano 1773 grazie al volere di
Fulgenzio Witman, monaco vallambrosiano, (durante il periodo di rinnovamento
generale dell'Università cittadina voluto dall'imperatrice Maria Teresa
d'Austria) a sostegno dell’insegnamento e dello studio della botanica in campo
medico, e successivamente, rivolto alla ricerca e all’insegnamento nell’ambito
delle scienze naturali.
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| Facciata dell'edificio |
Appena quattro anni dopo, dal 1777 in poi, l’edificio
assume un assetto simile a quello mantenuto fino ad oggi (seppur con qualche
modifica avvenuta nei secoli successivi), in ricordo di Giovanni Antonio Scopoli, professore e studioso che assunse la
direzione dell’Orto botanico in quegli anni. Sotto la sua direzione l’Orto
raggiunse una grande fama e portò, tra i numerosi vantaggi, una fitta
corrispondenza con i più grandi orti botanici italiani ed europei. Sempre da
Scopoli fu inoltre piantato il famoso platano, il quale oggi, alto 45 metri e
con una circonferenza di 7.30 metri, risulta inserito nel catalogo degli alberi
monumentali d'Italia. Non meno importanti sono le serre introdotte nel settore
sudorientale, e la grande varietà di nuove piante (provenienti da Padova
soprattutto) in quegli anni.
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| Il grande platano |
La direzione dell’Orto passò da studioso a studioso fino a giungere
alle mani di Giovanni Briosi
(1883-1919), divenuto direttore nel 1883, il quale ne migliorò ulteriormente la
qualità aggiungendo tre serre calde.
Nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale, le scelte non
furono più guidate dal principio dell'innovazione bensì da quello del maggior
risparmio economico possibile: ricordiamo soprattutto le figure di Raffaele Ciferri (ristrutturazione dei
giardini e la collezione del roseto) e quella di Ruggero Tomaselli (collezione di piante grasse e una nuova serra
tropicale).
A partire dal 1997 l'Orto botanico di Pavia fa parte del Dipartimento
di Ecologia del territorio e degli ambienti terrestri. Sotto la direzione di Alberto Balduzzi, conclusasi nel 2002,
sono stati eseguiti importanti interventi di restauro, mentre oggi (dal 2003)
il direttore è Francesco Sartori.


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